ANTICHEATER per Battlefield (#2): i punti deboli di FairFight!

Riassunto della puntata precedente: i cheater devono morire! In senso figurato. Questo è la missione di strumenti come Punkbuster (che conosciamo abbastanza bene quasi tutti) e il nuovo FairFight (più recente e diverso nella metodologia rispetto agli anti-cheat tradizionali). Nella prima parte di questa nostra indagine abbiamo ripassato velocemente come funziona Punkbuster e spiegato come opera il nuovo FairFight. In questo secondo e ultimo articolo facciamo un breve confronto tra i due anticheat e vi presentiamo i punti deboli di FairFight. Compreso il curioso caso del player “Spazmo”.

CHE DIFFERENZA C’E’ TRA FAIRFIGHT E PUNKBUSTER?

I programmi anti-cheat più popolari non sono così efficaci, lo sappiamo. Oggi assistiamo però all’impiego di una nuova tecnologia per combattere il cheating e FairFight ne è un valido esempio. Fairfight è sviluppato per studiare e rilevare ogni tipo di comportamento anomalo che può indicare l’uso di programmi scorretti. Si badi bene: Faifight non cerca un programma installato o una modifca al gioco, individua comportamenti anomali in game da parte del giocatore. Un esempio chiarificatore sono i player che utilizzano le macro. Le macro possono essere fatte con software regolari, utilizzando i driver di periferiche come mouse e tastiere. La macro permette al giocatore di effettuare delle giocate particolari nei tempi e nei modi che in generale non sarebbero possibili se fatte “a mano” e FairFight è progettato per individuarle. Punkbuster, invece, rileva i “trucchi” cioè i software non regolari che si possono comprare da siti appositi (e sviluppati da hackers che sanno come “imbrogliare” il gioco). 

Come abbiamo spiegato in dettaglio nella prima parte dell’articolo, FairFight riceve i dati dal server e si concentra sul gioco in sé per determinare se un giocatore sta barando. Il modulo chiamato Server Side cheat Detection (SSCD) monitora le azioni e le condizioni del giocatore, mentre Algorithmic Analysis Player Statistics (AAPS) identifica i risultati statisticamente anomali. Quando vengono incrociati i dati di entrambi, FairFight sanziona tempestivamente chi ha un comportamento fuori dalle regole e, si suppone, sta usando i cheats. Punkbuster ignora il comportamento del giocatore, va alla ricerca di software regolari non installati. Ma sappiamo bene che, per sua natura, arriva in ritardo e, soprattutto, non è in grado di catturare chi usa software regolari come le macro che pur danno un buon vantaggio in game.

I PUNTI DEBOLI DI FAIRFIGHT

In uno spara-tutto in prima persona, se un giocatore sta usando con insistenza un cheat chiamato “aimbot” (che permette di fare facilmente un colpo alla testa del giocatore avversario) allora le sue statistiche mostreranno un più alto rapporto tra colpi di testa di uccisioni totali rispetto al giocatore medio. Anche il tempo può essere un elemento importante. FairFight può valutare l’attività di gioco in relazione al tempo per rivelare i risultati non coerenti con il fair play. Tutti questi elementi anomali vengono raccolti dal modulo AAPS. Certamente, trovare statistiche anomale per un giocatore non è una prova schiacciante che sta usando cheats. Potrebbe benissimo essere un giocatore molto bravo oppure adottare uno stile di gioco particolare che privilegia determinati risultati. Per questo motivo FairFight interviene solo quando i moduli AAPS e SSCD sono concordi nel giudizio del giocatore. SSCD si occupa di verificare se determinate azioni sono possibili all’interno del gioco: è possibile un headshot alla distanza registrata?

Quindi tutto perfetto? No. Ci sono diverse possibilità di farla franca perché il sistema usato da FairFight è basato in gran parte su modelli statistici che sicuramente lasciano dei margini di errore. Il funzionamento di FairFight dipende anche dai parametri che vengono impostato dallo sviluppatore del gioco, dalle soglie che determinano la “sensibilità” del sistema. La partita si gioca su quest’ultimo aspetto: quanto deve essere sensibile il sistema per funzionare bene e non bannare player innocenti?

Il tasso di falsi positivi (cioè player non colpevoli accusati di cheating) di Punkbuster è molto basso: in rare occasioni sono stati ammessi e corretti errori nei ban. Va da  sé che un tasso di errore basso non vuol dire nullo. Per contro, il numero di falsi negativi (cioè player che usano cheat ma riconosciuti come innocenti) è piuttosto alto, come l’esperienza insegna. Perché? Perché Punkbuster opera identificando programmi sospetti o modifiche al codice e lo fa in base a un insieme di regole ben definite e non su base statistica. Quindi se identifica un cheater al 99% ha ragione ma può non individuare tutti i cheat modificati o troppo recenti: semplicemente non ha le regole per trovarli (devono essere inserite a mano), è cieco.

Anche FairFight è soggetto agli stessi problemi ma, siccome opera prevalentemente tramite modelli statistici, i casi di falsi positivi (player innocenti accusati ingiustamente) possono essere più alti di quelli di Punkbuster e molto dipende dai parametri impostati da chi amministra il sistema nel gioco. Questo spiega perché, di recente, ci sono state numerose segnalazioni di player “innocenti” ma bannati o espulsi dai server di gioco. Il caso del giocatore kl-Spazmo è emblematico: prima sospeso per una settimana poi bannato. Convinto della propria innocenza, dopo la sospensione, ha deciso di registrare ogni sua partita, usando anche una webcam, per dimostrare che non usa trucchi. Per far rimuovere il ban si è rivolto alla DICE consegnando il materiale video che prova la sua innocenza. Spazmo è un classico falso positivo. Tra l’altro è un player competitivo, quindi abituato a giocare con alte performance, un veterano della serie. Come lui ce ne sono altri come Minidoracat.

E’ possibile cavarsela entrando nell’insieme dei falsi negativi (imbroglioni che non vengono identificati)? Sì, basta essere “statisticamente intelligenti”. Che vuol dire? Un giocatore che non usa i cheat o le macro in modo stupido ma ne dosa l’impiego solo quando ne ha bisogno, magari facendo delle azioni compensatorie per truccare le proprie statistiche ed evitando cose “fisicamente” impossibili nel gioco. E’ possibile, ma non così facile. Aggiungiamo che anche i parametri di funzionamento del sistema anticheat possono essere impostati per favorire i falsi negativi per evitare troppi falsi positivi, questo allarga ancora di più il margine di errore.

CONCLUSIONI

In conclusione, possiamo dire che FairFight mostra un fianco scoperto sui falsi positivi ed è invece più coperto sui falsi negativi, più o meno il contrario di Punkbuster. Le notizie che arrivano in questi giorni dal campo, su PC, parlano di un numero di cheater sempre crescente. Ogni cheater che trovate è un falso negativo per il sistema (tenendo sempre presente che c’è un tempo tecnico prima del giudizio finale, può essere “sub iudice”). Questo significa che forse hanno ritoccato i parametri per rendere l’anticheat meno sensibile o che le continue patch e i cambiamenti al gameplay rilevanti richiedono un “ricalcolo” del modello statistico. La lotta contro i cheater continua, non finirà mai, ma almeno abbiamo un’arma in più.

-In collaborazione con Reborn Ettore-

2 comments

  1. arma in piu?… non si puo piu giocare in pace..è pieno di questi sfigati , e su bf1 non c’è limite, ogni partita ne trovi uno.
    sugli altri battelfield ho sempre avuto il premium , ma su bf1 non spendero’ nulla. A CAUSA DEI CHEATERS.
    La responsabilita’ è sopratutto vostra ( dice, origin ecc..) , con una quantita’ tale di hackers che le vostre classifiche non valgono nulla. IL GIOCO PIU CHEATTATO DI SEMPRE. UN BEL PRODOTTO SOLO PER LA GRAFICA , BUONO PER UN PUBBLICO DI RAGAZZINI CHE VISTO IL PEGI NON POTREBBE GIOCARCI… QUESTO NON è PIU BATTELFIELD .. THIS IS CHEATERFIELD

  2. ps. prima di disistallare mi faccio una cheattata anche io , per la prima volta… tanto da come ho capito il vostro sistema anticheat non serve a una s….a . DOVETE SPUTTANARGLI L EMAIL E APPLICARGLI UN SIMBOLO CHE LI IDENTIFICHI (UN MARCHIO) . NEGANDOGLI LA POSSIBILITA DI PRATICARE ESPORT. BLOCCANDOGLI L’ ACCESSO A TUTTI I MULTIPLAYER

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